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I presidenti
Nella sua storia ben 18 presidenti che si sono succeduti alla guida della società giallorossa.
Il primo fu Italo Foschi che però già l'anno successivo alla fondazione, per impegni parlamentari, decise di consegnare la società nelle mani di Renato Sacerdoti , uomo che ricoprì un ruolo di primo piano nella storia della società giallorossa. La sua presidenza fu la più lunga della storia della Roma, con alti e bassi, ritiri e clamorosi rientri. A Sacerdoti, verso la fine degli anni Trenta, successe prima Scialoja e poi Betti , presidenti che prepararono il terreno per la scalata al primo scudetto giallorosso, giunto nel 1942 sotto la presidenza di Bazzini . Il 18 novembre 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in corso l'Assemblea dei soci nominò l'on. Baldassarre , che rimase al comando della Roma per i quattro anni successivi e che si impegnò particolarmente per assicurare in qualche modo la continuità dell'attività calcistica a Roma.
All'on. Baldassarre subentrò Pier Carlo Restagno che guidò la società per due anni per poi riconsegnarla nella mani di Renato Sacerdoti , pronto ad altri sei anni di passionale presidenza.
Dopo di lui tocco ad Anacleto Gianni , e successivamente a Marini Dettina ed, infine, ad Evangelisti.
Dopo una sola stagione da presidente di Francesco Ranucci , arrivò Alvaro Marchini , il quale passò alla storia per i suoi continui litigi con il "mago" Helenio Herrera. Marchini decise di dimettersi quando, a seguito della cessione alla Juventus dei tre gioielli giallorossi Capello, Spinosi e Landini, incominciarono furiose contestazioni da parte della tifoseria giallorossa. Seguirono gli otto anni di presidenza di Gaetano Anzalone , durante i quali la società non riuscì ad ottenere risultati soddisfacenti. Agli inizi degli anni Ottanta la guida della società giallorossa passa nelle mani di Dino Viola che riesce a risollevare l'immagine della società ed a conquistare il secondo scudetto .
Dopo la sua scomparsa, nel gennaio del 1991, seguirono due anni di gestione Ciarrapico nella quale la società conobbe uno dei periodi più neri dal punto di vista economico-finanziario. A lui fece seguito la gestione momentanea della coppia Sensi-Mezzaroma . Durante la stagione 1993-'94 Francesco Sensi rileva la maggioranza delle quote e diventa così il diciottesimo presidente della storia giallorossa. A lui va riconosciuto il grande merito, tra alti e bassi sportivi, lotte al Palazzo, squalifiche e diffide, anche a discapito della sua salute, di non aver mai mollato la Roma e anzi, di avere vinto il terzo scudetto della storia giallorossa.
Fonte: Romamor.net
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